Legge di Bilancio 2027: il Governo approva il DDL

Il Cdm ha approvato il DDL di bilancio 2027, dopo le tantissime anticipazioni svelate durante convegni e incontri ufficiali da parte dei rappresentanti del Governo e in attesa di visionare la bozza approvata vediamo le novità secondo le principali anticipazioni.

Il vice Ministro Leo in più di una occasione ha confermato le affermazioni del Ministro Giorgetti sintetizzando che tra le priorità della legge, salve le coperture finanziarie, figurano:

  1. l'ampliamento dell'aliquota irpef del 33% fino ai 60.000, la cosiddetta fascia reddituale del ceto medio, (confermata in manovra),
  2. la flat tax per i redditi dei giovani, e vedremo con quali misure,
  3. l'aliquota al 21% per la cedelora secca per gli immobili commerciali, che sarà possibile solo a certe condizioni e criteri (parrebbe confermata in manovra).

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Di seguito la trascrizione di tutte le misure della Legge di Bilancio come commentate dalla presidente Meloni in conferenza stampa.

Flat tax a 100mila euro: come funzionerebbe il doppio binario IVA

Una delle indicazioni di maggiore interesse fiscale riguarda il regime forfettario.

Giorgetti ha evidenziato varie volte la possibilità di innalzare ulteriormente il limite di reddito per l’applicazione della flat tax, oggi fissato a 85.000 euro.

La soluzione ipotizzata consentirebbe a professionisti, lavoratori autonomi e ditte individuali con ricavi o compensi fino a 100mila euro di continuare ad applicare l'imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per le nuove attività in presenza dei requisiti previsti.

La principale novità riguarderebbe i contribuenti che superano gli 85mila euro, per i quali verrebbe meno l'esonero dagli obblighi IVA, pur mantenendo il regime agevolato ai fini delle imposte sui redditi.

In particolare, oltre la soglia di 85mila euro scatterebbero l'applicazione dell'IVA in fattura e i relativi adempimenti, comprese liquidazioni, versamenti e dichiarazione annuale, secondo modalità che dovrebbero essere definite dal legislatore.

Il reddito continuerebbe invece a essere determinato forfettariamente, applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per l'attività esercitata.

Tassazione agevolata per gli aumenti di stipendio, focus sui giovani

Un secondo fronte riguarda il costo del lavoro e la tassazione degli incrementi salariali.

Secondo quanto dichiarato dal ministro, si potrebbe intervenire attraverso un vantaggio fiscale collegato agli aumenti di stipendio riconosciuti dalle imprese, con un’attenzione particolare ai lavoratori più giovani.

Giorgetti ha prospettato una “tassazione agevolata, una sorta di flat tax” sugli aumenti salariali, da costruire in parallelo alla disponibilità delle imprese ad aumentare le retribuzioni.

L’obiettivo sarebbe duplice: recuperare parte del potere d’acquisto eroso dall’inflazione e rendere più conveniente per i giovani lavorare in Italia, contrastando almeno in parte il fenomeno della fuga di professionalità verso l’estero.

Il riferimento fatto dal ministro è anche agli interventi già adottati con la precedente manovra sul fronte della fiscalità legata ai rinnovi contrattuali. 

L’idea per il 2027 sarebbe quindi quella di proseguire lungo la strada della leva fiscale per favorire l’incremento delle retribuzioni.

Banche ed extraprofitti: Giorgetti frena sul contributo del 5 per cento

Più prudente la posizione del ministro sul possibile nuovo contributo a carico delle banche.

La proposta prevede un contributo del 5 per cento a fronte degli utili realizzati dal settore, con l’obiettivo politico di recuperare 2-3 miliardi di euro da destinare al sostegno di famiglie e imprese e ad altre misure.

Giorgetti non ha tuttavia fatto propria esplicitamente questa soluzione.

Interpellato sul tema, il ministro ha spostato l’attenzione sulla concorrenza nel sistema bancario, osservando che una maggiore competizione può contribuire a ridurre rendite di posizione ed extraprofitti a beneficio della collettività.

Il tema delle banche resta quindi uno dei nodi politici della futura manovra, anche alla luce delle differenti posizioni presenti all’interno della maggioranza.

Legge di bilancio 2027: proroga iperammortamento e voucher AI

Tra le altre misure allo studio del Governo in vista della prossima legge di bilancio figura la possibile proroga di un anno del piano Transizione 5.0 basato sull’iperammortamento.

L’ipotesi, al vaglio del ministero delle Imprese e del made in Italy e del ministero dell’Economia, prevede di spostare dal 30 settembre 2028 al 30 settembre 2029 il termine entro il quale completare gli investimenti agevolati. 

L’obiettivo sarebbe offrire alle imprese un orizzonte temporale più ampio e stabile, anche considerando che il nuovo impianto della misura è diventato operativo con alcuni mesi di ritardo. 

Il Mimit starebbe inoltre valutando un ampliamento delle spese ammissibili, con particolare attenzione agli investimenti in software cloud e ai modelli di “servitizzazione”, nei quali l’impresa acquista servizi integrati legati all’utilizzo di macchinari o tecnologie invece del solo bene. 

Resta però da verificare l’impatto finanziario dell’estensione e l’eventuale necessità di ulteriori stanziamenti: secondo le valutazioni ministeriali, il livello di utilizzo delle risorse disponibili potrebbe consentire la proroga senza un rifinanziamento significativo, ma ogni decisione dipenderà dalle coperture individuate nell’ambito della manovra.

Un secondo intervento allo studio riguarda un nuovo voucher destinato alle micro e piccole e medie imprese che intendono investire in software e soluzioni digitali, con un’attenzione specifica all’intelligenza artificiale. 

La misura ipotizzata dal Mimit prevederebbe un contributo compreso indicativamente tra 8.000 e 15.000 euro, modulato in base alla dimensione dell’impresa, e richiederebbe una dotazione complessiva nell’ordine di 200 milioni di euro. 

L’accesso all’incentivo potrebbe essere subordinato a un assessment preliminare della maturità tecnologica dell’azienda da cerificare presso istituti iscritti al ministero.

L’obiettivo sarebbe accelerare l’adozione dell’AI soprattutto tra le Pmi italiane, che registrano ancora livelli di utilizzo inferiori alla media europea.

Si attende di visionare il comunicato stampa del Governo post Cdm e la bozza del provvedimento approvato.

DDL di Bilancio 2027: la conferenza stampa della Meloni

La Meloni ha dichiarato: Il Consiglio dei Ministri ha approvato la Legge di Bilancio per il 2027. È la quinta di questo Governo, è una Legge di Bilancio che vale complessivamente circa 26 miliardi di euro. (…)

Con questa Legge di Bilancio confermiamo tutti i provvedimenti inseriti nella precedente Manovra che sarebbero terminati alla fine di quest'anno. Quindi, un pacchetto di misure che già da solo vale circa 9 miliardi di euro, tra queste: il credito d'imposta per gli investimenti nella ZES Unica del Mezzogiorno, la tassazione all'1% dei premi di produttività, il bonus per le mamme lavoratrici, la super-deduzione del costo del lavoro al 120%, cioè il famoso “più assumi meno paghi”. Misure su pesca e agricoltura: l'azzeramento dell'IRPEF per gli agricoltori, le agevolazioni per il gasolio agricolo – anche qui misura che da sola vale circa un miliardo -, lo stanziamento di agricoltura 4.0, c'è anche il trattamento sostitutivo della retribuzione per i pescatori. Confermiamo la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti dei rinnovi contrattuali, misura che premia la contrattazione collettiva, che è stata fortemente richiesta dai sindacati e ovviamente dalle parti sociali. È un provvedimento che in questi anni ha incentivato il rinnovo dei contratti per oltre 4 milioni e 250 mila lavoratori, quindi circa mezzo milione in più rispetto alle stime iniziali. È segno che la misura chiaramente funziona e ha una efficacia. Abbiamo deciso di prorogarla perché sapete quanto teniamo al tema dell'aumento dei salari. 

Quindi, con questa Legge di Bilancio, non togliamo nulla di quello che abbiamo fatto fino ad ora e aggiungiamo nuovi provvedimenti che quindi si sommano a quelli precedenti. Quali sono questi provvedimenti?

Partiamo dal tema dell'IRPEF. Voi sapete che con le manovre precedenti avevamo reso strutturale il taglio del cuneo fiscale per i redditi medio-bassi, poi accorpato i due scaglioni IRPEF, poi abbassato l'aliquota tra 28.000 e 50.000 euro al 33%; misure con le quali complessivamente questo Governo ha scelto di far rinunciare allo Stato a circa 21 miliardi di euro, che con i Governi precedenti lo Stato introitava, e che invece ora rimangono nelle tasche dei cittadini. Con questa Manovra facciamo un altro passo in avanti e quindi alziamo la soglia del secondo scaglione di IRPEF, quella al 33%, fino a 55 mila euro. Si traduce in un beneficio massimo di circa 500 euro l'anno. Chiaramente qualcuno potrebbe dire che è ancora poco; se avessimo potuto, avremmo fatto ancora di più. Però anche qui, insisto, è un provvedimento che va letto insieme a quelli che abbiamo già fatto precedentemente: per capirci, quando noi ci siamo insediati chi aveva un reddito di 55 mila euro pagava un IRPEF di 16.550 euro, al netto delle possibili detrazioni da lavoro dipendente o da pensione, oggi paga circa 15.350 euro l'anno. Corrisponde a un beneficio netto annuale di 1.200 euro e quindi a un beneficio mensile di circa 100 euro, al netto chiaramente poi della detassazione dei premi di produttività che può valere da sola oltre 1.000 euro l'anno, l'intervento sui fringe benefit che da solo può valere anche altri 1.000 euro l'anno, l'esclusione della prima casa fino a una determinata soglia dal calcolo dell'ISEE, il potenziamento dell'assegno unico per i figli, e tutto quello che conosciamo. 

Sempre in materia di tassazione IRPEF interveniamo anche sul regime forfettario degli autonomi, altra misura alla quale sapete che teniamo molto, fu uno dei nostri primi provvedimenti. Alziamo la soglia per accedere al regime da 85 a 100.000 euro. Per quello che riguarda il regime di esenzione IVA abbiamo un anno per negoziare con la Commissione europea, perché lì serve un'autorizzazione dalla Commissione europea.

Rendiamo strutturale il bollo auto, secondo come lo avevamo licenziato in uno degli ultimi Consigli dei Ministri. Quindi niente bollo auto sulle auto di piccola e media potenza fino a 80 kilowatt e sulle moto – parliamo di circa, lo abbiamo già detto, il 70% dei veicoli in circolazione. In molti avevano tentato di sminuire questa misura, sostenendo che fosse una mancetta elettorale anche perché valeva solo per il 2027, verranno smentiti perché troveranno nero su bianco quello che avevamo ampiamente detto, e cioè che la misura è strutturale e definitiva – almeno fino a quando governa il centrodestra, perché al centrosinistra abbiamo scoperto che il bollo piace e quindi non possiamo dire per gli altri.

Sempre a proposito di auto – nota che si potrebbe definire di colore -, introduciamo la possibilità per chi se ne vorrà avvalere di avere delle targhe personalizzate, cioè ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo e qualcosa mi dice che la creatività degli italiani qui potrebbe farsi vedere. 

In questa Manovra, abbiamo destinato un capitolo specifico ai giovani. Queste settimane noi abbiamo visto scendere in piazza tanti ragazzi. Abbiamo anche assistito a inaccettabili immagini di violenza, di devastazione. Voglio essere chiara: noi non diamo risposte a chi sfascia le vetrine, noi vogliamo dare risposte ai tanti ragazzi che vogliono dimostrare il loro talento, che vogliono studiare, che vogliono lavorare, che vogliono poter affittare una casa, in una Nazione che troppo spesso si dimentica di loro nei fatti, salvo poi magari strumentalizzarli quando serve a scopo politico. E quindi qui c'è un pacchetto di misure.

Punto primo, salario. Introduciamo un premio per i giovani lavoratori under 30: 2.500 euro tassati all'1%, che si possono ricevere tanto in 12 mensilità quanto in un'unica soluzione. Vogliamo che un ragazzo che inizi a lavorare in Italia senta che questa Nazione vuole spronarlo, e vogliamo fare tutto quello che possiamo perché i ragazzi italiani non ritengano che per costruirsi un futuro bisogna fare le valigie e andarsene da questa Nazione.

Punto secondo, casa. L'aumento degli affitti lo sapete è un problema che affligge tutta l'Europa. Da Parigi ad Amsterdam, trovare una casa a prezzo sostenibile è diventato molto difficile, soprattutto per i giovani, soprattutto per chi lavora nelle grandi città. L’Italia non fa eccezione ed è la ragione per la quale abbiamo dato vita al  Piano Casa, come sapete, con l’obiettivo di liberare 100 mila alloggi sia di edilizia residenziale sociale, sia di edilizia a canone agevolato, nei prossimi dieci anni ma, per l'appunto, ci vuole tempo, perché il Piano è immaginato per durare dieci anni e qui delle risposte servono subito. Quindi la misura che c'è nella Legge di Bilancio prevede che, sugli affitti a canone concordato, l'aliquota della cedolare secca scende dal 10% al 5%, ma per chi affitta a canone concordato a un giovane fino a 35 anni la cedolare secca è all'1%. Significa che per il proprietario converrà affittare a un canone calmierato e converrà molto affittare a canone calmierato a un giovane, piuttosto che affittare a normale prezzo di mercato o piuttosto che tenere la casa, come vediamo spesso accadere, sfitta, non utilizzata o magari affittarla in nero. Quindi più case sul mercato, affitti più bassi e più giovani che possono uscire di casa e costruirsi una vita. 

Per la prima volta estendiamo la cedolare secca anche agli immobili commerciali: per un negozio, una bottega, un'attività di vicinato, che sono per noi preziosissime. Sapete meglio di me che l'affitto è spesso la prima voce di costo; aiutare anche qui chi affitta, vuol dire aiutare a tenere aperte le serrande, tenere vivi i nostri centri storici, i nostri quartieri.

Punto terzo, tornando ai giovani, abbiamo deciso di utilizzare una parte delle risorse della National Escape Clause, la parte energetica, per dotare tutte le scuole italiane di climatizzatori e pompe di calore, rendere così più vivibili le nostre aule. È una richiesta che, come sapete, arriva dalle famiglie, dagli insegnanti, dai ragazzi. È una questione oggettivamente di civiltà: nessuno dovrebbe studiare al freddo e a 35 gradi a giugno, e se in passato, invece di dedicare le risorse a comprare degli utilissimi banchi a rotelle, ci si fosse occupati anche di questo, oggi staremmo meglio.
Ma con le risorse della NEC Energia finanziamo anche l'efficientamento energetico delle Università e quello degli ospedali. Sono misure che sono operative immediatamente, cioè dal 2027, che è l'anno però in cui si devono fare i bandi, e quindi le risorse vengono erogate a partire dal 2028.

(…) 

Il Sud. La Zes Unica per il Sud viene confermata. Cresce ancora: lo stanziamento sale a 2,4 miliardi. È una misura che, come sapete, sta dando ottimi risultati e vogliamo continuare a rafforzarla. 

Energia e imprese. Ci siamo su questo impegnati: confermiamo l'Energy Release per le imprese energivore, introduciamo un nuovo Energy Release specificamente dedicato alle piccole e medie imprese, lo finanziamo con un miliardo di euro. Si tratta di una misura che può ridurre sensibilmente il costo dell'energia per queste aziende; quindi, chiaramente, energia a prezzi più sostenibili per chi tiene in piedi il nostro tessuto produttivo.

E poi la sanità. Anche questa Legge di Bilancio, come tutte le precedenti, stanzia risorse importanti per aumentare la dotazione del Fondo sanitario nazionale. Aumentiamo il Fondo di 3,4 miliardi, portandolo a 146,3 miliardi nel 2027, quindi un altro record. Dopodiché, una quota di questo aumento viene vincolata al rafforzamento degli stipendi dei medici di pronto soccorso, che sono la prima linea e il luogo dove i cittadini misurano ogni giorno la risposta della sanità pubblica.

E non è tutto, c'è un'altra misura alla quale pure teniamo molto. Introduciamo con questa Legge di Bilancio un voucher sociale di 300 euro per gli italiani over 75 con una pensione fino a 28 mila euro l'anno. Parliamo di 5 milioni e mezzo di persone. Il costo complessivo del provvedimento è di 1,6 miliardi di euro. Il voucher può essere utilizzato per spese sanitarie che non sono coperte dal Servizio Sanitario Nazionale, per la spesa farmaceutica, per le visite specialistiche. Quindi sono un aiuto concreto, ma sono anche un modo per dire a milioni di anziani che non sono soli. Chiaramente anche queste sono risorse per la sanità. Quindi, tra i 3,4 miliardi di euro che mettiamo nel Fondo sanitario nazionale e 1,6 miliardi che costa questa misura, parliamo di 5 miliardi di euro in questa manovra spesi per la salute dei cittadini. 

Infine, sulla Previdenza, c'è un Fondo da 850 milioni di euro con i quali rafforziamo i meccanismi di flessibilità in uscita per chi va in pensione col sistema contributivo. Poi, nel dettaglio, bisognerà lavorare e lavoreremo soprattutto durante il dibattito parlamentare. 

(…)